Collegamento POS-RT 2026: l'effetto sulla fatturazione che i punti vendita non hanno ancora considerato

La recente normativa contiene dei potenziali rischi per gli esercenti legati all'emissione della fattura in cassa.
a cura di:
Dariush Haghighi Tajvar
ULTIMO AGGIORNAMENTO:
09.04.2026
In poche parole...

Dal 1° gennaio emettere fattura direttamente in cassa (al posto dello scontrino) espone i punti vendita a una maggiore probabilità di controlli da parte dell'Agenzia delle Entrate.

La soluzione per ridurre questa probabilità è già consolidata e normata: la fattura su corrispettivo.

Come ben saprete, il collegamento logico obbligatorio tra POS e RT è operativo dal 1° gennaio 2026. Sebbene la normativa L. 207/2024 e il provvedimento AdE n. 424470/2025 siano stati già ampiamente analizzati nelle ultime settimane , quello che ancora non è emerso a pieno è l'impatto che questa misura ha sulle procedure di fatturazione dei punti vendita.

Perchè le fatture in cassa aumentano le probabilità di controllo

Fino al 2025, quando un esercente emetteva fattura in cassa al posto dello scontrino, il disallineamento tra i dati del POS e quelli dell'RT era difficile da rilevare in modo sistematico. Oggi però la situazione è drasticamente variata.

Il POS registra sempre la transazione elettronica e se al momento del pagamento viene emessa fattura al posto del corrispettivo (come richiesto dal cliente), il registratore telematico non trasmette, correttamente, alcun corrispettivo.

All'Agenzia delle Entrate risulta quindi un'assenza di collegamento logico in quanto il pagamento è privo del corrispondente documento del registratore telematico.

Questa casisticia non costituisce un'irregolarità di per sé ma un disallineamento chiaro ed evidente che (se ricorrente) può aumentare le probabilità di controllo all'esercente.

La procedura corretta: la fattura su corrispettivo

La fattura su corrispettivo non è una novità. È una pratica consolidata che in questo contesto diventa semplicemente la scelta più opportuna per i punti vendita che ricevono richieste di fattura in cassa.

Il funzionamento è quello comunemente noto:

  • L'esercente batte il corrispettivo come sempre,
  • L'RT trasmette il corrispettivo all'Agenzia delle Entrate: non si verifica il disallineamento;
  • Entro 12 giorni viene emessa la fattura elettronica via SdI, con riferimento al documento commerciale;
  • Il campo <AltriDatiGestionali> esclude il corrispettivo dalla liquidazione IVA, evitando la doppia tassazione.

Per completezza, consultare i seguenti riferimenti normativi: art. 21 e art. 22 DPR 633/1972, Interpello AdE 7/2019.

Qui l'approfondimento completo curato da Recivu: Fattura dopo lo scontrino: cosa dice davvero la legge nel 2026

Cosa vi suggeriamo di fare

Come ridurre il disallineamento? Non serve una comunicazione complessa: basta spiegare che, con il collegamento POS-RT attivo, la procedura più sicura è battere sempre lo scontrino ed emettere la fattura dopo di esso.

Un aggiornamento semplice, che tutela i punti vendita da subito.

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Email per il punto vendita
Salve,le scrivo per aggiornarla su una modifica importante che riguarda il suo punto vendita.Da oggi, quando un cliente le chiede fattura, la procedura corretta cambia: non si emette più la fattura in sostituzione dello scontrino, ma in aggiunta ad esso.In pratica: se il cliente richiede la fattura si procede nel seguente modo.Si batte sempre lo scontrino, come di consueto, e viene emessa la fattura a partire dal corrispettivo già registrato. Si chiama fattura su corrispettivo ed è la modalità migliore per evitare controlli dall'Agenzia delle Entrate.Resto naturalmente a disposizione per qualsiasi chiarimento operativo o per supportarla nell'adeguamento.Cordiali saluti
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