Nota spese e imposta di bollo: quando si applica davvero nel 2026

Scopri quando è dovuta e perché la fattura con IVA non la paga mai.
a cura di:
Dariush Haghighi Tajvar
ULTIMO AGGIORNAMENTO:
06.07.2026
In poche parole...

La marca da bollo sulla nota spese è dovuta, 2 euro, solo quando il rimborso supera 77,47 euro e riguarda somme non soggette a IVA.

Gli scontrini non la scontano mai. Le fatture con IVA nemmeno. La pagano soltanto le fatture senza IVA sopra soglia.

L'imposta di bollo sulla nota spese genera più confusione di quanta ne meriti. Molte aziende la applicano quando non serve, altre la dimenticano quando è dovuta. Il punto è che il bollo non dipende dall'importo in sé, ma dalla natura fiscale del documento. Qui vediamo quando si applica sulla nota spese, quali giustificativi la scontano e perché il vero costo di un rimborso spese è un altro.

Quando la nota spese sconta l'imposta di bollo

La nota spese è il documento con cui un dipendente, un amministratore o un professionista chiede il rimborso di somme anticipate per lavoro. In quanto documento che attesta importi non soggetti a IVA, rientra tra le ricevute e quietanze previste dall'art. 13 della Tariffa allegata al DPR 642/1972.

La regola è netta. La marca da bollo da 2 euro è dovuta solo quando l'importo complessivo del rimborso supera 77,47 euro. Sotto questa soglia non si applica nulla. La marca deve inoltre avere data uguale o anteriore a quella del documento.

Attenzione a un errore comune: la soglia si valuta sulla parte non assoggettata a IVA, non sul totale lordo dei giustificativi allegati.

Approfondimento: Chi deve fare la nota spese e come si compila nel 2026.

Imposta di bollo sulla nota spese dipendenti: chi la paga

Per dipendenti e amministratori, l'imposta di bollo grava su chi forma il documento, cioè su chi presenta la richiesta di rimborso. Quando il rimborso a piè di lista supera 77,47 euro, sulla nota spese va assolto il bollo da 2 euro.

Diverso il caso della marca da bollo sul rimborso spese di un professionista con partita IVA. Se riaddebita le spese al committente tramite fattura, valgono le regole della fatturazione. Se invece emette una semplice ricevuta senza IVA sopra soglia, il bollo torna dovuto. Il forfettario, che fattura sempre senza IVA, applica i 2 euro su ogni fattura oltre 77,47 euro.

Quando si applica il bollo sui giustificativi

Qui sta il nodo che pochi conoscono. I documenti allegati alla nota spese seguono regole precise.

  • Documento commerciale (ex scontrino): imposta di bollo mai dovuta, anche sopra 77,47 euro.
  • Fattura con IVA: mai dovuta, perché l'IVA assorbe il bollo.
  • Fattura senza IVA (esente, fuori campo, esclusa) sopra 77,47 euro: dovuta, 2 euro a carico di chi la emette.

Il documento commerciale non sconta mai il bollo, nemmeno per importi elevati. La fattura con IVA è esente, perché l'imposta di bollo agisce come alternativa all'IVA, mai in aggiunta. Il bollo scatta solo sulle fatture prive di IVA che superano la soglia.

Il costo che conta davvero non è il bollo

Concentrarsi sui 2 euro di bollo fa perdere di vista il costo vero della nota spese. Quando un dipendente allega un documento commerciale, l'azienda non recupera un centesimo di IVA. Su ogni pranzo, pernottamento o rifornimento, quel 10 o 22 per cento resta a terra.

C'è un dettaglio che ribalta la prospettiva. La fattura dopo lo scontrino, essendo un'operazione con IVA, non sconta mai l'imposta di bollo. Trasformare un documento commerciale in fattura con IVA porta quindi due vantaggi insieme: rende l'IVA recuperabile e non aggiunge alcun bollo a quel giustificativo.

Guida operativa: Come recuperare l'IVA sugli scontrini dei dipendenti.

Come ci pensa Recivu

Recivu trasforma automaticamente gli scontrini dei tuoi dipendenti in fatture con IVA valide, senza richieste manuali in cassa. Il dipendente paga come sempre, l'azienda si ritrova la fattura corretta nel proprio cassetto fiscale, con IVA recuperabile e senza imposta di bollo su quel documento. Il rimborso resta pulito e la nota spese più leggera.

Approfondimento: La fattura dopo lo scontrino: cosa dice davvero la legge nel 2026.

Perché continui a perdere migliaia di € a causa degli scontrini? Iscriviti a Recivu
  • Recuperi il 100% dell’IVA su ogni scontrino.
  • Note spese sempre deducibili e inerenti.
  • Completamente automatico, pensiamo a tutto noi.