Come si annulla uno scontrino e quando davvero serve farlo nel 2026
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In poche parole...
Annullare lo scontrino serve solo quando c'è un errore nell'operazione di vendita: prezzo sbagliato, duplicato, reso immediato.
Se invece il cliente vuole una fattura per recuperare l'IVA, lo scontrino rimane valido così com'è. In quel caso si emette una fattura su corrispettivo senza toccare nulla sul registratore.
L'annullamento dello scontrino è una procedura legittima e necessaria in certi casi. Ma viene usata spesso per il motivo sbagliato: molti esercenti credono di doverla eseguire ogni volta che un cliente chiede la fattura. Non è così. Questa guida spiega quando annullare è corretto, come farlo sul registratore telematico, e quando invece l'annullamento non va fatto.
Quando si annulla uno scontrino: i casi corretti
L'annullamento è lo strumento giusto quando c'è un errore nella vendita stessa. I casi più frequenti:
- Il prezzo o la quantità inserita è sbagliata
- Lo stesso scontrino è stato emesso due volte per errore
- Il cliente ha cambiato idea subito dopo il pagamento e la vendita viene annullata
- C'è un reso immediato e si preferisce stornare piuttosto che gestire un rimborso separato
In tutti questi casi, annullare lo scontrino è corretto. L'obiettivo è rettificare i corrispettivi giornalieri, che altrimenti riporterebbero un importo non corrispondente alle vendite effettive.
Come si fa tecnicamente
La procedura dipende dal registratore telematico in uso. In generale:
- Accedi alla sezione "Gestione documenti" o "Corrispettivi emessi" del registratore
- Individua lo scontrino da annullare tramite numero progressivo, data o importo
- Avvia la funzione di annullamento: il sistema genera automaticamente un documento di storno collegato all'originale
- Conserva entrambi — lo scontrino originale e il documento di annullamento — per almeno 10 anni.
Attenzione alle tempistiche. L'annullamento diretto è possibile solo prima della chiusura giornaliera dei corrispettivi. Se la chiusura è già avvenuta, lo scontrino appartiene a un giorno fiscale chiuso. In quel caso non è più possibile stornarlo in modo diretto: occorre emettere una nota di credito e correggere la contabilità, preferibilmente con il supporto del commercialista.
Quando non devi annullare: il caso della fattura
C'è un caso in cui l'annullamento non serve, eppure molti esercenti lo fanno: quando un cliente chiede la fattura dopo aver già pagato. Lo scontrino emesso al momento della vendita è valido. Non va toccato. Non va annullato. Non va modificato.
La legge italiana, in particolare l'art. 22 DPR 633/1972 e l'Interpello AdE 7/2019, consente di emettere una fattura su corrispettivo a partire dallo scontrino già emesso, senza stornarlo. I due documenti coesistono. La doppia tassazione viene evitata tramite il campo XML <AltriDatiGestionali> nella fattura, che comunica all'Agenzia delle Entrate che l'importo è già stato registrato nei corrispettivi giornalieri.
Annullare lo scontrino in questo caso non è solo inutile: in alcuni contesti crea un disallineamento tra cassa e corrispettivi che complica la contabilità.
Approfondimento: Bisogna annullare lo scontrino per fare la fattura? Ecco la risposta definitiva
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